"MARATÓ BARCELONA 2012"

Agnese ci racconta:

Tutto ha inizio un giorno di Dicembre.

Decidiamo di fare una maratona all’estero nei primi mesi del 2012. Eravamo orientati per Vienna, poi la scelta cade su Barcellona in quanto più caliente, dunque vicino a nostri canoni latini. Siamo in 8, sei partecipano alla maratona (io sono l’unica donna) e due da supporto (donne). Speriamo di portarla a termine, perché ad ogni maratona mi vengono in mente queste parole: Nessuno può sentirsi sicuro di vincere, al momento di partire. Non si può star certi nemmeno di arrivare fino in fondo. La maratona è l'unica gara che si può perdere anche correndo da soli”.

Venerdì 23 marzo ore 8.00 partenza per l’aeroporto G. Marconi di Bologna. Abbiamo il volo alle 11.00 con la IBERIA. All’aeroporto ci imbattiamo in alcuni toscani anche loro diretti a Barcellona per la maratona. Ne approfittiamo per farci scattare una foto di gruppo. Nascono così i barceloneses: Francesco, il nostro top runner, Fabio, Stefano, Carlo e Simone i topini runners e io la topona runner. Le supporters Laura e Linda, che avranno la pazienza e la delicatezza di aspettare, sopportare e capire questi pazzi pazzi maratoneti.

Al momento dell’imbarco ci troviamo davanti a un piccolo velivolo somigliante più a un modellino che a un aereo vero e proprio (non ha più di 50 posti!). Speremo ben. Nel salire le scalette noto che nella carlinga, all’altezza dei finestrini dei piloti, ci sono i nomi dei due comandanti: il primo è J. Navarro… Non sarà mica l’ex direttore dell’ufficio stampa della Santa Sede? A risperemo ben!

Il volo procede nel miglior dei modi, arriviamo in orario in quel di Catalogna (non la verdura…) dove troviamo una bella giornata e una temperatura gradevole.

Siamo alloggiati in appartamento di una vecchia palazzina in Calle Tallers, una laterale delle Ramblas a due passi da piazza Catalunya.

Giù le valigie, assegnazione dei posti letto e via all’Expo per il ritiro dei pettorali. Lì si inizia a respirare l’aria della maratona, quell’aria di speranza (per un buon tempo), di eccitazione, di voglia di partire per mettere fine all’attesa delle ultime ore (le più lunghe) e di euforia per un evento che per noi comuni mortali non ha eguali.

Ho il numero 10262 e sono nella griglia blu. Ci facciamo le foto sotto un grosso cartellone dove c’è tutto il percorso. Molto bello. Ci sono i passaggi nei punti più affascinanti della città: piazza Espanya, zona di partenza dov’è presente un bellissima fontana con giochi d’acqua meravigliosi. Il Camp Nou, uno dei templi del calcio mondiale, la Sagrada Familia, il Ponte di Calatrava, la torre Agbar, il litorale con vista del mare, il Parc de la Ciutadella, l’Arc de Triomf, Plaça Catalunya, le Ramblas, il monumento a Cristoforo Colombo.

Il venerdì scivola via in questo modo, concludendosi con la cena a base di paella.

Il mattino successivo (sabato) il gruppo si divide: chi al mercato coperto e chi in pellegrinaggio al Camp Nou, poi per pranzo tutti all’Hard Rock Cafè con paninazzo e birra annessa (birra non per tutti però. Il pranzo tipico del maratoneta direi!). Nel pomeriggio visita di Barcellona e rientro in tempo per un riposino prima di cena, rigorosamente in appartamento, a base di carboidrati. Dopo cena ultime riflessioni per l’indomani e tutti a nanna tra le braccia di Morfeo.

Domenica 25 è il D-day. Alle 5:30 inizia il concerto delle prime sveglie. Tutti abbiamo impostato almeno 2 sveglie, anche perché questa notte è scattata l’ora legale: +1h… “Recuerda: Cambio de Horario. La noche del sàbado adelanta tu reloj una hora antes de ir a dormir. De las 02:00 a las 03:00”. Chiaro no! Era l’imperativo che campeggiava un po’ dappertutto all’Expo.

Iniziano i preparativi. Bagno, colazione, vestizione, bagno e ancora bagno. Cos’è tutto questo bagno?! Forse l’emozione?! Usciamo verso le 6:45, abbiamo la metro appena fuori l’appartamento. Troviamo alcuni giovani che stanno rientrando dalla movida… ehhh beati loro che non hanno problemi, per noi, invece, i problemi stanno per iniziare. Dopo circa 15 minuti di metropolitana arriviamo a piazza Espanya dove alle 8:30 verrà dato il via. E’ ancora buio e non proprio caldo. Entriamo all’Expo per gli ultimi preparativi, la vestizione e la consegna delle sacche. Il tempo passa, decidiamo di fare un po’ di riscaldamento e poi come ultima tappa il bagno (si fa per dire bagno…) prima di entrare nelle gabbie come tanti animali inferociti. Qui l’atmosfera è piacevole, lo speaker esalta l’evento e i partecipanti, l’organizzazione spara una serie di canzoni da far ballare la maggior parte dei maratoneti e alle nostre spalle impazzano i giochi d’acqua della Font Màgica de Montjuïc. Alle 8:30 arriva puntuale lo start per quelli del blocco giallo e a seguire, dopo alcuni minuti intervallati gli uni dagli altri, i blocchi rosso, blu e verde, questo per permettere il diluire dei circa ventimila concorrenti. Al via vengono lanciati una serie di pezzetti di carta colorata che rendono il tutto ancora più elettrizzante. Io e Fabio partiamo assieme e dopo alcuni kilometri decidiamo il primo pit-stop (speriamo sia anche l’ultimo!), ma non è facile trovare una zona al riparo nel centro cittadino (almeno per noi donne). Optiamo per una siepe bassa che divide la strada da alcuni negozi. Nel momento in cui stiamo espletando i nostri bisognini, una delle serrande si alza e una signora apre i battenti. “Ahhhh… hola!!” le dice Fabio e nel frattempo rientriamo in “pista”.

I kilometri scorrono veloci, giungiamo alla mezza in 1h 55', dunque in media per sgretolare il mio personale, ma al 30° km succede l’imprevisto. Le gambe non girano, la testa cede e il motore si blocca. Basta, non ne ho più. Fabio mi passa, non si accorge di me perché si era attardato di qualche metro. Lo chiamo, di scatto si ferma e torna indietro. Sono in crisi, ma lui mi conforta in tutti i modi e mi dà coraggio. Mi prende dell’acqua, bagna una spugna, me la passa sulla fronte e sul collo ma niente, non riesco a reagire. Tra alti e bassi (più bassi…) arriviamo al 35°. Mi prende un gel e dell’acqua. Ad ogni kilometro mi incoraggia: “dai, fino a qui ci siamo arrivati e ne mancano ancora pochi alla fine. Pensa al traguardo, pensa a quello”. Iniziamo a corricchiare, le gambe sembrano reagire ma non erano loro quelle bloccate bensì la testa… sì, perché in certi momenti è più importante quella che altro. Fabio mi sta sempre affianco e mi supporta in tutte le maniere. Averlo accanto mi dà la carica per continuare. Alle volte rimane indietro di qualche metro perché il ginocchio scricchiola e il tendine d’Achille gli ricorda che non è al top, ma a circa 1 km dall’arrivo troviamo Francesco e Laura che ci incitano e questo ci dà ancora più carica. Ormai intravediamo le due torri di piazza di Spagna dove c’è l’arribada. Dai, ancora un ultimo sforzo e poi sarà solo gloria. La strada da un paio di km sta salendo e dopo averne fatti 40 si sente. Mano nella mano imbocchiamo il rettilineo che ci porta al traguardo e sulle note di Born To Run di Bruce Springsteen (cosa si poteva chiedere di meglio?) tagliamo l’agognata striscia fermando il cronometro a 4h 17' e spiccioli. Ci baciamo e abbracciamo. Sono soddisfatta per averla portata a termine da come si era messa. Subito dopo mi prende un coccolone che è un misto di felicità, rabbia e rammarico e piango per non aver centrato l’obiettivo che mi ero prefissa.

42 km di passione, 42 km di sofferenza, 42 km di dolore, 42 km di gioia, 42 km… la maratona è un mix di sensazioni che solo chi l’ha fatta può capire.

Questa è la maratona. Ricordate la frase iniziale? Dunque, prendere o lasciare… io prendo, nella speranza che la prossima vada meglio. Tracollo ma non mollo. Faccio mia questa frase che ho letto sulla maglia di un gruppo di marciatori.

Un grazie al mio Pipo per quello che ha fatto...

Un grazie a Franco che crede in me nelle mie capacità e che mi allena e mi incoraggia a migliorare e spero di poter fargli vedere molto presto i miei progressi in gara. Un grazie immenso alle ragazze (Mara, Laura, Romana, Moira…) per le parole di conforto e di incoraggiamento per non fermarmi ma di continuare…ora ho solo voglia di rimettermi in gioco. Un grazie a questa esperienza che è stata motivo di crescita non solo come maratoneta ma anche come persona , nell’ accettazione dei miei limiti con la consapevolezza di non essere perfetta mettendo da parte il mio ego e di vivere fino in fondo il senso di fallimento che sentivo nel cuore. La maratona ci insegna a vivere la maratona più importante “LA VITA” , ci insegna la cosa più importante, quando si cade con dolore ci si rialza e si riprova.. mi ha fatto capire che se noi mettiamo in gioco noi stessi con tutto il nostro essere, il nostro impegno, la nostra costanza … abbiamo già vinto qualunque sia il risultato finale

Alla prossima dalla vostra Agnese alias Pipa. (Agnese Griggio)

Ultimo aggiornamento (Venerdì 18 Maggio 2012 15:31)

 

Un week-end da sogno!!!

Tutti in pista, 12 e 13 maggio, un week-end ricco di appuntamenti

Mitico il nostro velocista di Piove di Sacco, Samuele Gobbi (da ricordare la splendida partecipazione di Samuele alle Paraolimpiadi di Pechino 2008) che sabato scorso a Torino ha partecipato ai campionati italiani ottenendo nei 400 mt cat T46 il minimo A per le Paraolimpiadi di Londra con un tempo di 51”53. Vai Samu, guarda che attendiamo l’intervista.

Sabato 12 e domenica 13 maggio, riflettori puntati sulla pista dello stadio comunale di Abano Terme dove si sono disputati i campionati italiani Allievi/e di società.

Fintanto che si preparano i nostri atleti, facciamo un “salto in lungo” a Marostica, la città degli scacchi, dove sabato 12, presso lo stadio comunale, si è svolto il 34° trofeo Banca Popolare. A fare “scacco matto” nei 2000 mt ci pensa il nostro Vitaliy Maslovatyy che con un tempo di 6’06”01 conquista il primo gradino del podio.

Ma torniamo ad Abano Terme dove presso lo stadio comunale di Monteortone si è svolto il 10° trofeo “Antonio Cestari” Allievi/e su pista.

Nei 400 mt buone prestazioni per Diana Gunatillake al posto in 1”02”79 e Elena Bogana al 15° al crono di 01’07”25.

Colpo di scena per Marco Lazzaro che alla vigilia del suo compleanno conquista un magnifico posto nei 1500 mt con un tempo 04’12”56 ottenendo il minimo per gli italiani allievi.

Secondo giorno, 800 mt su pista altra prova per Diana Gunatillake che conquista il posto del podio in 2’28”06 e a farle compagnia sale al posto la compagna Elena Bogana con 2’30”96. Nel frattempo ci riprova Marco Lazzaro negli 800 mt che porta a casa il posto con 2’03”74.

Ed ecco il momento dei 3000 mt Allievi. Mitici i nostri Davide Biancucci, Tommaso Pettenazzo e Gabriele Noaro. Ottima prova di nervi, gambe, braccia e testa per i tre atleti che ottengono il loro personale ma, in particolare per Gabriele, che, dopo un periodo di continui infortuni, arriva a salire il 1° gradino del podio con un tempo di 9’17”98 mancando per un secondo il minimo per gli italiani; e vai “Tommy” che con 9’21”78 insegue Gabriele al gradino per aspettare il grande Davide che sale all’ posto del podio con un tempo di 9’46”48. Bravi ragazzi!!!

Ma non è finita… al 10° Meeting Città di Mogliano Veneto nella 800 mt notturna Marco Pettenazzo ottiene il minimo per i campionati italiani promesse con 1’53”97, mentre Giovanni Lazzaro conclude i 3000 mt con 9’17”16.

Conclude la settimana la nostra grande atleta Moira Campagnaro che ai campionati italiani master MF40 di Bologna ottiene il posto nei 10.000 mt con il tempo di 41'22''02.

Diciamocelo, “proprio un week-end da sogno”!

Ultimo aggiornamento (Venerdì 18 Maggio 2012 15:22)

 

AUGURI DI BUON COMPLEANNO

Nel mese di maggio Auguri di Buon Compleanno a:



Beati coloro che si baceranno sempre al di là delle labbra, varcando il confine del piacere, per cibarsi dei sogni. 

(Alda Merini)


Ultimo aggiornamento (Sabato 12 Maggio 2012 07:23)

 

Intervista ai mitici TRE!!!


Partenza da Padova alle ore 08:15 del 29.04.12 per Feltre, dove si disputa il Campionato Regionale Staffette e dove saremo impegnati, alle ore 12:15 nella 3X1000. Una volta arrivati, verso le 10:00, scendiamo presso lo stadio “Zugni” che ci accoglie subito con uno sparo e un boato del pubblico che incita gli atleti impegnati in una batteria di velocità. La presenza di atleti (quasi 600 iscritti solo nelle categorie Ragazzi e Cadetti) e di pubblico fa veramente impressione. Il senso di smarrimento è totale e si cerca in mezzo alla moltitudine una faccia amica, una persona da salutare. La ricerca è vana, nessuno di quelli passati in rassegna con lo sguardo mi rincuora. In questi frangenti capisci quanto sono importanti i tuoi amici di allenamento e quanto importante sia la tua squadra. Guardo Giorgio ed esclamo: “mi sa che oggi siamo soli e con una bella responsabilità, non ci sono altri dell’Atletica Città di Padova …” In quel momento intravedo Vitalyy e mi sento già meglio: ora la staffetta è completa. Poco dopo vedo una faccia familiare, è Franco, accompagnato dalla moglie, che si avvicina con il suo solito piglio, cogliendo nei nostri sguardi la preoccupazione, ed esclama: “Forza dai non steve preoccupare, gavì da correre sensa paura”.

Le ore passano, le batterie si susseguono e il ritardo della nostra gara è sempre più pesante da sopportare. Il cielo è a tratti nuvoloso ma l’afa comincia a farsi sentire e anche la fame data l’ora. Cominciamo il riscaldamento un’ora prima della partenza stimata non sapendo che avremmo gareggiato con un’ora di ritardo. Giù allunghi a iosa per due ore e gambe sempre più stanche. Arriva il momento della chiamata e ci informano che siamo anche nella seconda e ultima batteria, tanto per non farci mancare nulla. Nella prima batteria vince la Belluno Atletica con il tempo di 09’03”33. Ci guardiamo negli occhi e abbiamo la consapevolezza di poter fare meglio. Parto come primo frazionista, subito forte, forse troppo, ma la voglia di far bene è tanta e vado subito in testa. Spingo forte sotto l’incitamento di Franco, fino agli 800 metri, ma chiudo secondo con qualche metro di svantaggio; passo il testimone a Giorgio che spiega la sua gara … Fax mi passa il testimone e guardo subito, prima di ingranare la quarta, il passaggio al primo mille: 3’02”. Si può fare. Mi metto subito a spingere e dopo i primi cento metri sono sotto allo staffettista della Novatletica Città di Schio. Ai duecento metri faccio l’affondo decisivo e mi porto in testa ricordando la frase molte volte pronunciata da Franco: “Parti da lontano”. Il passaggio ai 400 metri è in 1’10” e la stanchezza si fa un po’ sentire e intanto continuo la mia progressione facendo girare le gambe. Ultimo giro, non riesco ad aumentare, ho il fiato corto ma nonostante ciò vado avanti. Agli 800 metri aumento, ma non ne ho davvero più. Sono così disperato che agli ultimi 100 metri lascio scivolare il testimone un poco avanti al fine di guadagnare qualche centimetro. Gli ultimi 30 metri sono i peggiori, vedo Vitalyy ad una spanna e quando gli cedo il testimone le gambe non le sento già più, e gli dico : “vai a manetta” … parte Vitalyy ad una velocità insostenibile, tanto che compie un giro di pista in un minuto e continuando a spingere forte fino a chiudere al comando in 08’49”62 che ci porta diretti al primo posto in classifica generale. Grande felicità in tutti noi, consci di aver fatto appieno quanto ci veniva richiesto, ma soprattutto di aver tenuto alto il nome dell’Atletica Città di Padova.

Dopo le premiazioni e l’intervista, facciamo il debriefing con Franco e siamo già alle 14:20. Dopo poco lo salutiamo, lo ringraziamo e ce ne torniamo a casa, esausti ma strafelici arrivando a Padova alle 15:30. Grande giornata!

(Alberto Fassina e Giorgio Lovo). 

Ultimo aggiornamento (Lunedì 14 Maggio 2012 22:42)

 

Chi si ferma è perduto!!!

Marco Romanato ci racconta la sua maratona

"Come tutti i podisti (o quasi....) che hanno partecipato ad una maratona, quest'anno volevo migliorare il mio "personale" (h. 4.42') relativo alla mia prima maratona di S. Antonio dell'anno scorso. Per questo, mi sono preparato sia in pista, sotto la supervisione del nostro "coach" nonché Cavalier Franco, sia con diversi "lunghi". L'anno scorso, al mio debutto sulla maratona, verso il 32K mi sono scontrato con il famigerato "muro" (ma è stato un calo più psicologico che fisico...) che alla fine mi fatto perdere parecchio tempo prezioso! Quest'anno, forte della precedente esperienza, della conoscenza del percorso e dei relativi punti critici, "speravo" di migliorare la mia "performance". Partito da Campodarsego carico e sciolto, tutto liscio fino al 18K quando comincio ad avvertire un "fastidioso" dolore al fianco/schiena parte sinistra. Giunto al 20K mi fermo al ristoro e alla ripartenza sento che il dolore si fa più intenso e persistente... (tipo una spina o forse un chiodo nel fianco!!). Comincio a "calare" vistosamente la mia andatura e cerco di sopportare... Mi sono fatto gli "ultimi" 22K stringendo i denti e dicendomi che non potevo e non dovevo mollare...!! Alla fine ci sono riuscito, anche se è stata molto dura, ma altrettanto dura e inclemente è stata la visione del display al traguardo in Prato della Valle: 4 ore e 50 minuti... Mi incammino mestamente verso i gazebo dei massaggiatori dove la diagnosi impietosa è: "infiammazione del nervo sciatico"!! Che fortuna, rispondo al massaggiatore... tendiniti e contratture già provate ma quest'ultima proprio mi mancava....!!! Tornato a casa una consolazione inaspettata ( non certo da parte di mia moglie...). Collegando il mio orologio GPS al PC per scaricare ed analizzare i dati della maratona mi compare un videomessaggio da parte della della campionessa e primatista mondiale di maratona Paula Radcliffe che mi dice: "Bravo Marco, ora anche tu fai parte del ristretto club dello 0,1% che ha corso una maratona!! Però... sinceramente pensavo ad una percentuale sensibilmente più alta... Mi consolo un po’ dicendomi che tutto sommato 2 maratone le ho fatte al contrario di altri che "vorrebbero" averle fatte".....!!


Ultimo aggiornamento (Venerdì 18 Maggio 2012 15:24)